LATINA (venerdì 7 giugno 2024) – Giudicato responsabile dell’omicidio di Nadia Bergamini, sua suocera, il 46enne Antonino Zappalà è stato condannato definitivamente a 21 anni e sette mesi di carcere: le accuse sono quelle di omicidio volontario, lesioni (nei confronti del padre, che all’epoca dei fatti viveva con lui) e resistenza a pubblico ufficiale.
di Anita Testa
LA VICENDA – Nadia Bergamini aveva 70 anni ed era riconosciuta come invalida, in quanto deambulava su sedia a rotelle: il suo corpo era stato trovato privo di sensi in un appartamento di Latina, nel gennaio 2020, dalla figlia Stefania (all’epoca compagna di Zappalà): i tre vivevano insieme. A nulla sono serviti i soccorsi immediati, poiché la donna è morta poco dopo il suo ingresso in ospedale per via un ematoma cerebrale. Sono state le indagini a confermare la colpevolezza del genero, il quale l’aveva più volte colpita con schiaffi e pugni fino a farla cadere dalla sedia a rotelle, per poi abbandonarla senza soccorrerla.
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Tag: carcere, condanna, cronaca giudiziaria, ematoma cerebrale, genero, gennaio 2020, Latina, omicidio Nadia Bergamini, omicidio volontario, ospedale, pugni, sedia a rotelle, soccorsi Last modified: Giugno 7, 2024